

K. viene da Casablanca ed ha due figli; il più piccolo, A., sta mettendo i dentini. Suo marito lavora come autotrasportatore e non è quasi mai in casa. Proprio la casa è un problema, devono trovarne una nuova, perché quella attuale è troppo angusta (praticamente è un semi-interrato di 2 stanze più bagno) e, allo stesso tempo, non possono permettersi di pagare fitti esorbitanti.
K. ricorda che quando arrivò in paese, visitò un trilocale, di proprietà di una arciconfraternita cattolica, piuttosto confortevole ed economico.
Quella casa oggi è sfitta ma fuori è appeso un cartello con su scritto
FITTASI SOLO AGLI ITALIANI
Niente di fatto. Ecco l’ultima telefonata.
Poi mi dicono di lasciare in pace la Chiesa.